La Provincia di Agrigento, nel cuore del Mediterraneo, è una terra sofferta e fragile, meta e patria di illustri menti; è una provincia che ha dato i natali a Pirandello, Sciascia, Camilleri, che ha segnato indelebilmente l’infanzia di Tomasi di Lampedusa; è una provincia che accoglie ed ospita ben tre parchi letterari, che produce dunque cultura e prodotti. Uno di questi parchi ha sede proprio a Santa Margherita di Belice, dove Giuseppe Tomasi di Lampedusa ha trascorso le sue estati nel Palazzo Filangeri Cutò, appartenente alla famiglia materna. Sulla base dei suoi ricordi del palazzo ricalcò la casa di Donnafugata dove sono ambientate memorabili scene de “Il Gattopardo”. Nel romanzo infatti si legge “Il Palazzo Salina era attiguo alla Chiesa Madre. La sua breve facciata con sette balconi sulla piazza non faceva supporre la sua smisuratezza che si estendeva indietro per duecento metri…”.

Il Parco del Gattopardo costituisce un importante patrimonio storico-architettonico e vegetazionale del territorio. Attraverso una convenzione stipulata tra il Comune, l’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana e l’Università degli Studi di Palermo si è assicurato il recupero e ripristino dell’antica ed originaria vegetazione e delle parti architettoniche del “Parco Comunale del Gattopardo in Santa Margherita di Belice”. Ha sede presso il Palazzo Filangeri Cutò, dove lo scrittore trascorse felicemente alcuni momenti della sua infanzia. Il progetto del Parco Letterario coinvolge, oltre alla città di Santa Margherita Belice, anche Palermo, dove lo scrittore nacque e scrisse il Gattopardo, e Palma di Montechiaro feudo della famiglia Tomasi.Il Parco Letterario ospita numerose attività culturali, tra cui si segnala il Premio Letterario Tomasi di Lampedusa che si svolge ogni anno nel mese di ottobre. All’interno del Palazzo è stato allestito un museo delle cere con scene del romanzo. Luci, dialoghi, musiche e narrazioni fuori campo animano scene ora statiche ora dinamiche, per far vivere al visitatore pagine del Gattopardo. La rivalutazione dei luoghi che Giuseppe Tomasi di Lampedusa ha descritto nei “Racconti” e poi, mediante una raffigurazione fantasiosa ha calato, quasi per intero, ne “Il Gattopardo”, costituisce, assieme alla valorizzazione della risorsa archeologica, uno dei principali strumenti per il rilancio turistico-culturale del paese e del territorio nel suo insieme.

Attorno all’area del Giardino Storico del Parco, cioè di quel che rimane dell’impianto originario del giardino “formale”, esistono altre aree che circondando il complesso monumentale costituito dal Palazzo e dai resti della Chiesa Madre, quali il Parco della Rimembranza, i cortili del Palazzo e gli spazi contigui, il Giardino delle Yucche ed altri spazi di risulta. Il giardino contiene interessanti elementi architettonici, ma anche una vegetazione di elevato interesse per età e bellezza; in particolare sono state rilevate 86 specie appartenenti a 66 generi di 45 famiglie di spermatofite, ed in alcuni casi di particolare rarità come la Nolina longifolia, che secondo gli studiosi “non si riscontra in altri parchi e giardini siciliani”. Del giardino così scrisse, nei “Ricordi d’infanzia”, Giuseppe Tomasi di Lampedusa “Il giardino come tanti altri in Sicilia, era disegnato su un piano più basso della casa, credo affinché si potesse usufruire di una sorgente che lì sgorgava. Era tutto piantato a lecci ed araucarie, con viali bordati di siepi e di mortella e nel furore dell’estate quando la sorgente scemava il suo gettito era un paradiso di profumi riarsi di origano e di nipitella fatti più per il godimento del naso che dell’occhio”. Il Parco del Gattopardo è un luogo che conserva la memoria di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, in un percorso fisico che si trasformerà in un viaggio nella realtà e nell’immaginario dell’autore del romanzo italiano del ‘900 più tradotto nel mondo.